CASE EX ENASARCO, SANTORI (LEGA) – MASI (FDI): “DA DRAGONCELLO AL NUOVO SALARIO, UN PIANO OPACO CHE VA BLOCCATO”
- Alessandro Costantini
- 15 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
"Da Dragoncello al Nuovo Salario, passando per Villa Gordiani, Magliana, via Pollenza, via Antonio Silvani e via Ponzio Cominio, si moltiplicano in tutta Roma le segnalazioni, le proteste e le iniziative legali dei residenti coinvolti nell’operazione di Roma Capitale sugli immobili acquisiti da enti, e in particolare da ex Enasarco. Quartieri e condomìni dove convivono appartamenti acquistati a prezzo di mercato, spesso con mutui ancora in corso, e unità Enasarco oggi vuote o in ristrutturazione che Roma Capitale intende acquisire per Erp. Non è in discussione il diritto alla casa, ma un metodo sbagliato e opaco, che scarica sui residenti costi sociali, problemi di sicurezza, gestione condominiale e il rischio concreto di svalutazione degli immobili”. Lo dichiarano in una nota congiunta Fabrizio Santori (Lega) e Maria Cristina Masi (Fdi) consiglieri dell'Assemblea capitolina. “L’Assemblea Capitolina”, proseguono, “viene chiamata a esprimere una semplice manifestazione di interesse su centinaia di alloggi, senza aver avuto il tempo di visionare le perizie ed i pareri rilasciati dagli Enti competenti, senza una valutazione dei contesti condominiali e senza trasparenza nemmeno verso i residenti direttamente coinvolti, ai quali in alcuni casi è stato perfino negato l’accesso agli atti. Tutto questo rischia di tradursi in un’operazione che vede l’Amministrazione Capitolina acquistare con risorse pubbliche, diversi alloggi anche A/2 di medio-alto livello, spesso ristrutturati e dotati di pertinenze, negli stessi stabili dove altri privati cittadini per similari appartamenti, hanno acquistato a prezzo interamente di mercato. E non si tratta di episodi isolati ma di un problema strutturale”, insistono Santori e Masi. “Chiediamo di bloccare la delibera e rinviare la decisione al nuovo anno, così da consentire un’analisi attenta, trasparente e caso per caso, nel rispetto dei residenti, delle risorse pubbliche e della coesione sociale dei quartieri”.




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