STADIO ROMA, LEGA: “LO STADIO SI DEVE FARE, MA TROPPE QUESTIONI RESTANO APERTE"
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"Presenteremo in Aula due ordini del giorno"
“Lo stadio della Roma è un’opera importante e deve essere realizzato. Ma va fatto bene, con regole chiare, con trasparenza e con un interesse pubblico reale e misurabile, perché Roma ha bisogno di grandi opere che portino sviluppo e servizi ai cittadini, non di progetti che rischiano di arenarsi nei passaggi amministrativi. Presenteremo quindi in Aula due ordini del giorno: uno per chiedere la definizione puntuale e la validazione da parte dell’Assemblea Capitolina dell’elenco delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria connesse allo stadio, l’altro per rafforzare il coordinamento istituzionale su mobilità, infrastrutture e trasporto pubblico nel quadrante Tiburtina-Pietralata”. Lo dichiarano in una nota congiunta Fabrizio Santori e Maurizio Politi, consiglieri capitolini della Lega, alla vigilia del voto in Assemblea Capitolina sul progetto dello stadio della Roma a Pietralata. “Dall’analisi degli atti e della Conferenza dei servizi preliminare emerge chiaramente che molti nodi decisivi sono stati rinviati alle fasi successive, in particolare alla Conferenza dei servizi decisoria. Tra le prescrizioni emerse”, proseguono Santori e Politi, “figurano approfondimenti sulla capacità della rete viaria, sul potenziamento del trasporto pubblico, sulle connessioni ciclopedonali con la stazione Tiburtina, sulle verifiche geologiche e idrauliche, sulle indagini archeologiche e sulle valutazioni ambientali. Tutti elementi che non possono essere lasciati nel limbo delle future verifiche amministrative. Anche i numeri impongono prudenza”, sottolineano. “Uno stadio da oltre 60mila spettatori, circa 2.200 posti auto e oltre 5.000 posti moto, con una parte rilevante degli accessi che dovrà necessariamente essere assorbita dal trasporto pubblico, senza un sistema infrastrutturale adeguato apre al rischio di scaricare sull’intero quadrante di Pietralata, Tiburtina e zone limitrofe, un impatto difficilmente sostenibile. Un’opera di questa portata deve garantire un equilibrio chiaro tra investimenti privati e interesse pubblico, evitando qualsiasi minaccia di speculazione urbanistica e assicurando che le opere pubbliche, le infrastrutture e le compensazioni territoriali siano definite con precisione e realmente utili alla città”, concludono i leghisti.




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